La mia vita in un tavolo
mercoledì, giugno 13, 2007 at 09:43AM No, i comodini antichi non sono ancora rientrati alla base. In compenso è tornato un tavolo. Cioè, IL tavolo.
È quello sopra al quale mi sono nutrito per una trentina d'anni, quello sotto al quale giocavo con mio fratello, lo stesso sul quale ho studiato, poggiato i gomiti piangendo e vissuto una adolescenza spensierata fino all'inverosimile.
Era finito per un certo periodo in un garage, poi riesumato e fatto circolare di casa in casa quando pretesi alla mia famiglia di portarlo con me in ogni nuovo appartamento nel quale dai 21 anni sono andato a vivere, prima solo, poi in compagnia.
È il tavolo sul quale ho scritto i miei spettacoli, i miei articoli, il mio romanzo.
Era ora di restaurarlo. A qualunque cifra.
È il tavolo sul quale probabilmente sono stato anche concepito, devo averlo intuito da qualche mezza confessione dei miei genitori tanti anni addietro. Ora è comunque irrimediabilmente troppo, troppo tardi per saperlo con certezza.
Alcuni oggetti hanno un'anima. Ne sono certo. Quanto meno per il fatto stesso di far parte della storia allo stesso modo delle persone.
È bello riaverlo a casa. È bello - malgrado tutto, malgrado gli ultimi anni terribili - essere a questo mondo. Proprio oggi, giorno che detesto da sempre, nel quale festeggio un anno in più.
Spleen 

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