È nella solitudine della steppa, nel silenzio, nelle mie oscurità, che trovo ciò di cui sono fatto.

 

lunedì
ago222011

Ferie ferme

Quando gli altri si muovono, io sto fermo.

Da sempre.

E il motivo è semplice: più passano gli anni, più mi sforzo di credere nelle masse, che un giorno, forse, si ribelleranno, e più, avendo contatti con esse, mi rendo conto di non sopportare la loro pesantezza, ipocrisia, incapacità, ignavia.

martedì
gen112011

Diario 11/01/11 Cosa fare nel 2011

Il fatto che trovi il tempo di pubblicare queste note solo il giorno 11 del nuovo anno la dice lunga, e determina la prima cosa nella lista:

 

  • Fare meno cose
  • Fare quelle più importanti

 

Da cui deriva un elenco molto stringato, rispetto a ciò che pensavo di inserire. Il che è un bene, a pensarci.

Allora:

 

  • Pubblicare il mio nuovo libro
  • Far diventare stabile anche il Ribelle Quotidiano oltre al Mensile
  • Vincere almeno una corsa
  • Fare l’orto
  • Decrescere. Esperimento: voglio provare a non comperare nulla di superfluo - meglio: di veramente non indispensabile - per tutto il 2011. Pubblicherò qui ogni cosa acquistata nel corso di quest’anno (e un elenco delle cose che sarò stato per comperare ma alle quali avrò rinunciato, oltre alle motivazioni di ogni decisione) per vedere a fine anno cosa sarò stato in grado di fare, e perché.
  • Riprodurmi
  • Se ci riesco, imparare finalmente anche il francese
  • Ridurre le pile di libri da leggere attualmente in crescita costante sul tavolo numero 3 della casa numero 2 (oltre a quelli sul tavolo numero 3 della casa numero 1)
  • Non usare, se non in casi eccezionali, neanche più il motorino (la automobile non la ho da anni): l’ideale sarebbe essere in grado, a marzo, quando dovrò rinnovare l’assicurazione, decidere di non farlo e di parcheggiare l’attrezzo a tempo indefinito
  • Fare un inventario delle troppe cose che ho e regalare il più possibile

 

In una parola, vorrei che fosse l’anno del Minimalismo.

lunedì
gen032011

Diario 03/01/11 - Cosa vorrei fare nel 2011

Parecchie cose, al solito. Ergo, la prima, sarà quella di riflettere meglio sul da farsi e soprattutto eliminare molte cose che pensavo di mettere in lista…

Nel frattempo, sto già a manetta (il che non è una bella cosa) per il Quotidiano (che invece è una bella cosa).

venerdì
dic312010

Diario 31/12/10

Cosa ho fatto nel 2010

 

  • Ho studiato molto
  • Ho lavorato tantissimo
  • Ho viaggiato molto, tra Praga, Mallorca, l’Italia in lungo e in largo, la Germania e il Colorado a visitare la Arapaho National Forest
  • Con estrema fatica, sono riuscito a far stabilizzare La Voce del Ribelle
  • Con estrema fatica, sono riuscito a portare avanti la versione sperimentale del Quotidiano Ribelle
  • Ho lanciato la scommessa per far diventare il Quotidiano Ribelle stabile come il Mensile
  • Ho scritto circa 500 articoli, tra Mensile, Quotidiano, collaborazioni varie, articoli di ciclismo e blog
  • Ho condotto la trasmissione Noi Nel Mezzo, per sei mesi, insieme a Ferdinando
  • Ho fatto una quindicina di conferenze su economia, politica, geopolitica, in giro per l’Italia
  • Mi è mancato tanto Giuliano
  • Ho visto un concerto straordinario di Dave Matthews Band
  • Ho visto la Roma perdere l’ennesimo scudetto alla penultima giornata di Campionato
  • Mi sono superato nell’organizzare una festa a sorpresa per la Carrera, in giardino, con tanto di regalo, fiaccole, barbecque e svariati invitati
  • Ho scalato il Mont Ventoux, durante un viaggio splendido in Provenza
  • Mi sono impuntato, e sono stato sconfitto, scalando il Blockhause con Emiliano e tentando di finire la Granfondo della Marsicana
  • Ho dormito in macchina, di notte, sull’autostrada, come quando avevo 20 anni
  • Mi sono commosso guidando tra i vigneti, in Provenza, ascoltando musica francese, mentre la Carrera piangeva dal ridere
  • Ho abbracciato un Tilleul per 10 minuti, in silenzio
  • Ho fatto naufragio con un gommone
  • Sono tornato a essere un ciclista, ho percorso circa 10.000 kilometri, faticando come una bestia (ah, i tempi passati) e verso la fine dell’anno mi sono affidato a un nutrizionista e a un preparatore atletico per migliorare ancora
  • Ho acquisito tre biciclette e un tandem, e ho regalato varie cose ciclistiche a mio fratello
  • Ho sistemato, in larga parte, il mio studio alla casa numero due, anche se manca ancora molto da fare
  • Ho acquisito circa 300 nuovi libri
  • Ho resistito al Natale del Clan
  • Sto aspettando che mi arrivi la bicicletta più bella del mondo
  • Sono stato costretto a comperare un nuovo, ennesimo Mac. L’ultimo risaliva a quattro anni fa.
  • Non faccio più, per fortuna, quel mio brutto sogno ricorrente

 

lunedì
dic272010

Diario 27/12/10

  • Passaggio quasi indenne alle feste.
  • Stamattina, niente di meglio che una passeggiata metafisica. Nebbia, freddo e solitudine quasi assoluta, in bicicletta, nel silenzio, di primissimo mattino - e quando dico primissimo dico proprio primissimo - dal Lago alla Redazione. E si ricomincia.
venerdì
dic242010

Diario 24/12/10

  • Il Natale è in arrivo. E il Clan Carrera pure, con le solite varie e avariate code polemiche di vario genere, dalle quali, naturalmente, mi terrò a debita distanza. Let it Be.
  • Mio padre è ancora ricoverato, stasera passerò da lui. Chissà…
  • Diluvia, ma sto tirando un po’ il fiato, sebbene stia lavorando (quasi) come al solito. Conto molto nella prossima settimana, sospesa tra l’adesso e il dopo, per tracciare il consueto bilancio di fine anno e stilare i propositi del prossimo. Che sono già chiari in mente.
  • Ieri ottima cena a base di pesce, con Veronica, Stefano e noialtri, e conversazione che ha ruotato attorno all’idea che potrebbe salvare l’Europa. Menconi sostiene l’Induismo - altro che Cristianesimo, robbetta recente di appena 2000 anni. La Carrera sostiene il concetto uomo-natura degli Indiani d’America. Io una cosa a metà tra i due.
  • Voglia di viaggiare in moto tra Colorado, Arizona, cactus e crotali. In Harley, claro. Menconi andrà. Io no, purtroppo.
giovedì
dic232010

Diario 23/12/10

  • Sono un filino stanco. Devo fermarmi, perché mi accorgo che all’aumentare dell’impegno, al momento, non corrisponde un aumento del risultato. Merito di un paio di ultime settimane travagliatissime, tra lavoro, viaggi, spostamenti, neve e ospedali. Non riesco, da venerdì scorso, neanche a fare un allenamento degno di questo nome. E ti credo. Né a studiare. Urge riposo.
  • E urge anche fuga strategica da ogni qualsivoglia festa natalizia et similari et parenti inclusi.
  • Temo di stare incubando la periodica e strategica influenza infra-natalizia.
  • Il Quotidiano sarà fermo sino al 1 gennaio. Ma da ora ad allora, devo finire, per il Quotidiano, tutto il resto. Per non parlare del mensile che va chiuso entro una settimana. 
  • Come al solito, le telefonate di auguri che non farò, in questo periodo, saranno valutate come la mia ennesima dimostrazione di menefreghismo. Invece è vero esattamente il contrario: telefonare in questi giorni è ridicolo. Soprattutto quando invece i contatti si mantengono, come nel mio caso, per tutto il resto dell’anno.
  • Naturalmente degli altri, ovviamente, me ne frego. 
  • Ok, sto diventando irascibile. Basta così.