È nella solitudine della steppa, nel silenzio, nelle mie oscurità, che trovo ciò di cui sono fatto.

 

Entries in Marte e Venere (7)

lunedì
mag262008

Il casco nero è stata una scelta clamorosamente sbagliata

Per non parlare del farmi convincere a partecipare fisicamente all’acquisto dei mobili per il giardino. Il che implica la loro scelta. Presso il luogo che li vende. Insomma uno dei più detestabili e insulsi luoghi compresi nel sottobosco della periferia di Roma dove ogni fine settimana si riversano persone in cerca di diversivi per distrarsi dalla propria vita noiosa: un ipermercato. Per il bricolage, per di più.

Ma non voglio discettare di viti a brugola e stop, vernici antifungo e trapani avvitatori elettronici nonché trattorini per il taglio del prato che fanno venire orgasmi ormai impensabili a poveri derelitti di mezza età in trapasso permanente effettivo, né della editoria specializzata che pretende di insegnare a costruire un tavolino in un week end o dei semi destinati a far diventare verdi i pollici di tante signore in visibilio davanti a un vaso di simil terracotta.

Non voglio parlare neanche dei percorsi obbligati per parcheggiare, per girare tra gli scaffali, per infilarsi nel flusso della cassa numero 3 e per ritirare la merce. Voglio sorvolare anche sul reparto bagno, dove coppie saldissime entrano in crisi per la scelta di un piatto doccia o coppie in crisi perenne trovano un paio d’ore di rinnovata armonia tra la scelta delle piastrelle che li trova insapettatamente d’accordo e il breve (si fa per dire) volgere del tragitto a ritroso fino a casa. 

Voglio solo dire che la moto nera - che nel frattempo è arrivata - è una ficata, ma non necessariamente dovevo comperare due caschi in tinta, visto che inaspettatamente (?) a Roma siamo passati da 16 a 32 gradi, il GRA è sempre troppo lungo, e per un colpo di calore rimediato nel tragitto sono due giorni che ho mal di testa.

Per non parlare del fatto che i mobili, alla fine, sono stati scelti ma non trasportati. Io e la Carreras si era in moto del resto. E il necessario successivo viaggio per completare il tutto avverrà senza di me, per forza. 

martedì
gen292008

On The Road in Provence

La Carreras si è convinta a fare - udite udite - un viaggio in moto la prossima estate.

La cosa è clamorosa, poiché che una cantante lirica decida di affrontare un viaggio senza cappelliere, bauli, portatori, fringe benefits e alberghi ad almeno 4 stelle ha del sensazionale (fidateve). Per di più la cosa implica - ari-udite udite - l’indispensabile acquisto della moto. Che è - hehe… - affar mio.  

Cosa che mi porta indietro nel tempo. Diciamo una decina d’anni quando smanettavo sul gas ed ero libero come il vento. Ora, naturalmente non si tratterà di prendere una moto sportiva (l’ultimo missile che avevo non l’ho più guidato da anni) però… un bell’attrezzo per fare migliaia di chilometri ci vuole, eccome.

Dunque, sia aperta la caccia. Mia per il mezzo. Della Carreras per i bed & Breakfast.

E poi sarà di nuovo vento… 

sabato
dic152007

C'è una sola cosa che odio più del Natale...

…sono i preparativi al Natale.

Nel breve volgere di un pisolino pomeridiano al piano numero 2, al piano numero 1 la Carreras ferveva di attenzioni e trasformava il tutto con le atroci paccottiglie e addobbi di vario genere che ogni anno vengono fatti riemergere dalla cantina e quindi tumulati di nuovo fino all’anno successivo dopo le feste.

Ora, ho trovato un albero (per ora) disadorno, luci in prova attaccate a varie prese in giro, cestini in vimini di varia natura e grandezza (con preminenza di colore rosso, che detesto) appoggiati in ogni dove e tutti malinconicamente vuoti, cocci di palle e finti aghi di finto albero di pino disseminati sul divano, calze prematuramente appese intorno al camino e non meno di tre befane di paglia, con mini-scopa d’ordinanza sotto al culo, tra la mensola del camino stesso, la cucina, e una busta ancora per terra. 

Come se non bastasse, i festoni argentei devono ancora essere tirati fuori. Però, per fortuna ci siamo risparmiati un Babbo Natale aggrappato all’esterno sul tetto, sulle tegole antiche, sulla finestra o sulla cappa del camino: di quelli che si vedono in giro negli ultimi anni, per intendersi.

La Carreras un Babbo Natale lo ha ha direttamente impiccato alla porta d’ingresso.

sabato
set292007

Come fratturarsi un pollice ed essere felici

- "Abbiamo rotto una doga del letto".

- "No, mi hai fratturato un dito".

Ecco, grossomodo è andata così. C'è stato un tuffo, il suo. Cioè della Carreras. C'è stato un tentativo di placcaggio, il mio. Fallito miseramente, poi dice che mi piace il rugby. C'è stato un quasi svenimento e un quasi voltastomaco dal dolore. Quindi il pronto soccorso e quindi un avambraccio immobilizzato con infrazione del pollice. Senza il quasi. Prognosi dieci giorni.

In conseguenza scrivo al pc con una mano sola. Non riesco ad allacciarmi le scarpe. Non posso montare mobili Ikea e non posso tanto meno fare il trasloco, che peccato. Posso invece far sentire in colpa la Carreras e adagiarmi ancora di più nel mio letargo riflessivo. Che in questo momento è peraltro oltremodo necessario. Ergo, una ficata. 

È ora di  ri-pensare il mio lavoro, la radio, il blog. È ora di riorganizzare il mio piano di studi. Di finire il romanzo. Di pensare a come ricominciare a scriverlo.

Ho tempo dieci giorni, pagati dalla Casagit (alla quale da anni giro coattamente svari centoni di euro al mese, e che cazzo, sarà ora che un po' inizino a tornami indietro?).

Situazione perfetta direi. Ora vado, che mi sono stancato... 

martedì
lug172007

La crisi post produzione e la caduta dei capelli

La Carreras ha appena terminato una produzione estiva nella quale è riuscita a tirare fuori la creme de la creme del tipico cliché comportamentale da cantante lirica. Elevato a potenza per via del concomitante periodo estivo, corroborato dalla mia stanchezza cronica di tutti i luglio di tutti gli anni, e acuito da una sorta di sindrome che potremmo definire del "singing again".

Ora, non è facile stare accanto a una diva che pratica il divismo come estensione naturale della propria personalità. Non è facile per nessuno, figuriamoci per qualcuno che abbia un minimo di velleità personale che vada oltre il classico lavora-consuma-crepa. Ovvero me.

Ergo, resistere a quindici giorni di dialogo a gesti per via di risparmiare la voce, alimentazione controllata per via delle energie da recuperare, e nevrosi da incassare in silenzio per non far dare superiore pathos alla cosa non è stato proprio facile. Insomma, sono un filino stanco. E alle ferie manca ancora un mese.

Per di più Nozze di Figaro non è un'opera lirica: è un sequestro di persona. Ostaggio per quasi quattro ore - per non parlare di prove domestiche botta-risposta con spartito in mano del quale ho interpretato a turno (o tutti insieme, per via dei quartetti e quintetti) Figaro, Susanna, il Conte e Basilio onde provare la memoria della Contessa... nei recitativi - mi trovo adesso a dover sostenere il post-produzione che, come tutti i decorsi, sono piuttosto complicati.

Per diritto transitivo psicosomatico, inoltre, ho pensato bene di farmi venire una piccola febbriciattola richiestosa di attenzione, acuita da una piccola crisi esistenziale dovuta a una impercettibile diradazione di capelli della parte altoposteriore del capo, solo in parte contenuta, a livello psicologico, dal fatto che tale diradazione (così dicono) dipende esclusivamente dalla quantità ormonale maschile presente nell'0rganismo (oltre che dall'età che avanza). Il processo di contenimento si svolge pertanto sul doppio assunto contrapposto che mi dice  (e quasi convince) che se pure è vero che sto perdendo i capelli almeno la parte del testosterone funziona bene. Per cui.

Per cui si va avanti. Ma urge riposo. Urge ozio assoluto. Che qui, la prossima stagione, c'è una guerra da combattere. Forse perfino due.

 

lunedì
mag142007

Terrazzo, o della confusione

La Carreras - in seguito alle crisi di cui accennato poco sotto - era partita circa 10 giorni addietro con l'intenzione di restaurare due comodini antichi, quindi li aveva svuotati (e il contenuto dove poteva finire se non sparso in terra...?), portati sul terrazzo di casa e quindi aveva iniziato a spennellarli con uno di quei prodotti che generalmente gli uomini frustrati comperano in quei luoghi detestabili di bricolage per passare il tempo dell'oblio e non pensare alla propria miserabilità.

Comunque.

In seconda battuta aveva deciso di ri-dipingere l'ingresso dell'appartamento, ergo aveva girato con prove colore per qualche giorno e addirittura - udite udite - aveva fatto una cosa che io non sarei neanche stato in grado di concepire: farsi fare una tinta appositamente per sé. Peraltro blu, a drammatico contrasto con il resto che vuole - secondo una mia idea - tutto interamente bianco latte a fare da sfondo ad alcuni mobili antichi di arte povera e ad altre cosucce a metà strada tra hi-tech e puro legno molto scuro.

E siamo a due.

Non contenta di quanto messo sul fuoco, ha pensato bene di comperare dei vasi, delle piante e addirittura due sacche di terra per rinfoltire quello che una volta era un terrazzo con fiori e che nel tempo è invece diventato un deserto caucasico.

E siamo arrivati a tre.

Come ogni progetto di tale scostamento dalla propria natura che si rispetti, nessuna di queste cose è stata portata a termine, pertanto ora ci troviamo con latte di vernice, sacche di terra sparsa per il terrazzo e due comodini antichi e di valore che giaciono sul terrazzo alle intemperie e al sole da giorni.

Io le ho proposto di ottimizzare tempi, risorse e intenti: potrebbe utilizzare la vernice per il terrazzo e sullo stesso fare una istallazione artistico/culturale impiantando fiori utilizzando i comodini come vasi pieni di terra. Ma ho dovuto ripiegare sul silenzio...

In questo preciso istante non ho idea di ciò che stia accadendo a casa mia. 

giovedì
mag102007

Magnesio, ciclo, isterie di maniera

Allora, la Carreras è in preda a una crisi pre-post-infra ciclo, corroborata da sforzo da dieta e forcing palestroso con sottostrato di saudade da cambio di stagione nel quale si è innestato un clamoroso contratto per una produzione lirica (seguente ad audizione vinta) che ci porterà dritti dritti, con nervi a fior di pelle, e conseguenti crisi di maniera, fino a luglio in cui a Roma verranno effettuate la prima e le repliche di tale produzione.

Ora, si accettano consigli per la sopravvivenza. Nel frattempo, io me la sono svignata in redazione mentre la Carreras si attaccava a monodosi di magnesio (che pare attenuino i sintomi succitati).

Temo l'ora del rientro. Molto.