10:12AM

Io vado nella mitteleuropa

Praga, per la precisione. Per qualche giorno.

Riuscirò a gestire il Ribelle da lì? Tutto dipende dal WiFi. 

Riuscirò a fare le foto che devo fare? Tutto dipende dal freddo (-1 di massima, pare). Che io il freddo lo sento parecchio.

Riuscirò a provare le 1200 birre diverse di quei posti? Vedremo.

Vabè, finisco gli ultimi tre articoli e vado in aeroporto.

(a me del liberty non frega proprio nulla. Di Kafka, Dvorak, del Mozarteum e della Galleria Nazionale, per non parlare del monastero e “del Castello”, invece sì)

6:34PM

Smog, illusioni e paradossi

In merito al problema dello smog - che periodicamente assurge alle cronache di prima pagina, come il caso di Milano dei giorni nostri - come al solito si sta svolgendo operazione di mistificazione della realtà (unitamente a polemiche di vario e piccolo cabotaggio). Non bastasse questo, tanto per cambiare, si sta sbagliando del tutto la chiave di lettura per comprendere il fenomeno e la prospettiva nella quale porre l’argomento.

Vediamo. Lo stop alla circolazione dei veicoli per la giornata di ieri a Milano ha dato il là a una serie di riflessioni inutili, fuori fuoco e tema, in merito al presunto “flop delle politiche anti-traffico”.

Il paradosso è esilarante, non fosse che riguarda un fenomeno terribile. Nel momento in cui si discute di Ztl, permessi e congestione stradale, e dunque di un ipotetico fallimento di queste politiche, si evita accuratamente (incapacità o volontà?) di citare l’origine del tutto: il nostro sistema di sviluppo e di vita sociale che prevede nell’automobile non solo uno status symbol, ma un elemento imprescindibile della nostra economia.

Nello stesso momento in cui si cercano di prendere - inutili - provvedimenti per ridurre la quantità di smog presente nelle nostre città, lo stesso Stato italiano, infatti, concede nuovi contributi pubblici per incentivare l’acquisto delle automobili e supportare - solo economicamente, s’intende - il settore del suo indotto.

Nello stesso momento in cui si fa finta di stracciarsi le vesti per la questione sanitaria (…)

(Per Ribelle Quotidiano)

12:56PM

Polverini e minori

12:52PM

Bond in Dollari? Certo, come no.

Fantastico. Degno da Banda degli Onesti. Anzi, sicuramente meno. Tremonti sta pensando a emettere Bond a cinque anni. In Dollari. Già sentita la puzza? Allora siete un passo avanti a molti italiani. Sicuramente anni luce rispetto al nostro Ministro.

Per tutti gli altri, piccolo riassunto della situazione.

Quando uno Stato finisce i soldi (per pagare i dipendenti pubblici e un milione di altre cose) allora emette dei Buoni del Tesoro. La cosa funziona, sinteticamente, così. Con periodicità ormai conclamata, lo Stato italiano - visto che non solo ha finito i soldi da un pezzo, ma anzi viaggia costantemente in deficit (per intenderci, non riesce neanche a pagare gli interessi sui debiti: roba che una azienda normale avrebbe portato i libri in Tribunale da un pezzo) - emette delle cambiali, con differente durata. Naturalmente non le chiama cambiali, ma Buoni del Tesoro, Titoli di Stato o cose del genere, così, tanto per farle suonare meglio. I cittadini (ma anche gli stranieri) che decidono di acquistare questi “pagherò”, versano allo Stato un tot (in moneta sonante) mentre lo Stato gli rende un pezzo di carta - appunto: una cambiale - con la quale si impegna, alla scadenza, a ridare indietro il denaro “investito” dal cittadino oltre a un certo interesse. Attualmente, intorno all’1%. Il cittadino, alla fine - naturalmente se nel frattempo lo Stato non è fallito - incassa il denaro versato più l’1% promesso.

Per quelli che pensano che la cosa sia un affare, tutto ok, si direbbe. Malgrado l’alta… (…)

(per Ribelle Quotidiano)

12:47PM

E oggi, alle 16 su RadioAlzoZero, in diretta, riparte "Noi nel Mezzo"*

Come potete leggere qui, pare che ce la faremo: oggi alle 16, parte l’altro grande impegno che ci eravamo presi e del quale vi avevamo anticipato nelle settimane precedenti. Noi nel Mezzo, questo il titolo - del quale è inutile specificarne i motivi della scelta - è un contenitore settimanale di informazione e soprattutto approfondimento. Rigorosamente in diretta.

Il che significa che è possibile partecipare, subito e per tutti via email all’indirizzo diretta (at) ilribelle . com, e per gli abbonati che potranno anche vedere cosa avviene in redazione mentre trasmettiamo, da questa pagina,anche via chat (sulla pagina stessa). Le prossime settimane proveremo anche ad aprire i microfoni agli ascoltatori, via telefono, naturalmente. Per la puntata di oggi, invece, preferiamo non farlo, ma solo per motivi di prudenza tecnica: essendo la prima trasmissione dovremo confrontarci con prevedibili problematiche, dunque per evitare caos la cosa sarà possibile solo dalle prossime volte.

È ora il caso di indicare due disclaimer.

Il primo: linguaggio e metodo di conduzione saranno naturalmente adatti al mezzo radiofonico, dunque diversi da quelli che siete abituati a leggere sul mensile e sul quotidiano. Ciò non significa che i temi verranno affrontati con leggerezza, ma semplicemente che cercheremo di affrontarli in modo molto simile a un dialogo.

Il secondo: la musica della trasmissione - che in ogni caso rappresenta la parte minore, visto che si tratta di una talk-radio - risponde unicamente a un concetto: è quella che piace a me. So che naturalmente non piacerà a tutti, ma visto il mezzo (webradio) e la (presumibile) tipologia degli ascoltatori, credo che sarà…)

(leggi tutto)

a più tardi
*Il titolo, naturalmente, è un omaggio a Giuliano e a quando, ormai cinque anni addietro, ci divertivamo da morire a fare radio insieme…
10:12AM

È l'ora di delinquere

6:32PM

Haiti: aiuti, occupazioni, vetrine mediatiche e turismo macabro

1:28PM

Chi ha pagato il viaggio ad Hammamet?

2:25PM

Il 2010 del Ribelle... (dal numero 16, gennaio 2010. Testo integrale)

Al di là di questo, il dato che emerge e che deve far riflettere, a ulteriore conferma di quanto detto in merito alle librerie, è che l’altra stragrande maggioranza delle persone - soprattutto di tutte quelle che non hanno accesso a internet - si informa attraverso i telegiornali: ovvero attraverso i Tg di Minzolini e Fede. Inutile commentare.

 

Basta considerare il fenomeno e immaginare quanti siano gli italiani che veramente accedono all’informazione che sarebbe necessaria oppure sono abituati a buone letture. Beninteso, a nulla varrebbe fare una panoramica mentale sulle proprie conoscenze strette: chi ci legge fa parte di una élite, quella dei “lettori”. E molto probabilmente avrà, almeno nelle frequentazioni più vicine, conoscenti o amici di simili abitudini. Se però si prova ad ampliare il proprio campo di analisi, è probabilmente facile accorgersi dello stato desolante della massa. Che non legge, viene informata male, ha poca conoscenza di quanto accade e conseguentemente - consciamente o meno - è di fatto complice di quanto accade nel nostro mondo. Perché non avendo possibilità di conoscere e comprendere, difficilmente potrà averne nello scegliere. Si tratti di votare un governo o di condurre un tipo di vita piuttosto di un altro.

Viviamo dunque in uno stato da riserva indiana. E sappiamo come sono finiti, gli indiani. Tutto attorno, o quasi, il vuoto pneumatico dell’ignoranza o, nella migliore delle ipotesi, della falsa conoscenza. Situazione perfetta per far continuare ad andare le cose così come sono. E non ci pare vadano un granché, converrete.

 

E noi? Reagiamo alla situazione, naturalmente. Ostinatamente e anche ben oltre le reali risorse che il numero degli abbonati alla rivista potrebbe consentire. 

Bando alle ciance. Ecco cosa stiamo facendo e cosa faremo nel mese di gennaio, mentre leggete queste righe, per riuscire a completare il tutto entro questo stesso mese e comunque non oltre i primi di febbraio… (leggi tutto)

11:12AM

dal diario del 2010#4

“Giornata intensissima, tutta passata dentro la redazione, tra aggiornamenti della biblioteca, la solita ventina di telefonate a collaboratori e varie e avariate, e poi la prova pomeridiana della mia nuova trasmissione in diretta audio-video su Raz e sul Ribelle. Con Ferdinando accanto e Sara in regia.

Ci siamo quasi, a mio avviso. Ma bisogna preparare una scaletta ferrea della puntata, altrimenti si rischia seriamente di scadere dal punto di vista del ritmo e dell’attenzione. La cosa più complessa è riuscire a essere profondi quanto vorrei e al tempo stesso leggeri come il mezzo richiede. Compito arduo.

Rivedendo il video, urge che mettiamo a posto le luci e una sorta di scenografia, ma al momento non ho idea di come. Intanto, un’altra prova è stata settata per lunedì. Vedremo.”